martedì 26 gennaio 2010

Favara, folla ai funerali delle sorelline Il parroco: "Abbandonati dai politici"

Dal Quotidiano La Repubblica
del 26 gennaio 2010


FAVARA (AG) - "Dio non ha abbandonato il suo popolo e i politici, che sono stati scelti dal popolo, non dovrebbero abbandonare coloro che sono rimasti indietro e i più poveri. Favara è un luogo generoso, ma disgraziato. A chi ha il potere chiediamo di guardare in basso, a chi nel popolo fa una fatica incredibile, anche se con estrema dignità. Alla famiglia Bellavia chiediamo di guardare in alto, a Cristo crocifisso". E' uno dei passaggi dell'omelia pronunciata dall'arciprete di Favara don Mimmo Zambito ai funerali di Chiara Pia Bellavia e Marianna, di 3 e 14 anni, le due sorelle morte sabato scorso nel crollo della loro casa in piazza del Carmine a Favara (Agrigento). In segno di protesta la messa non è stata celebrata dall'arcivescovo d'Agrigento, Francesco Montenegro, che dopo la frana che ha spazzato via Giampilieri scrisse alla Protezione civile descrivendo lo stato di dissesto della zona e assumendo l'impegno a non celebrare funerali per vittime di nuovi disastri annunciati. Nelle prime file Giuseppe Bellavia e Giuseppina Bello, i genitori delle due vittime hanno seguito l'omelia sorretti da amici e parenti. La madre, straziata dal dolore ha più volte baciato le due bare, sistemate davanti l'altare.

Alla cerimonia funebre erano presenti diversi sindaci con la fascia tricolore e il deputato favarese del Pdl Nino Bosco. Il cordoglio del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, del presidente del Senato Renato Schifani e del presidente della Camera Gianfranco Fini è stato espresso, attraverso il prefetto di Agrigento Umberto Postiglione durante l'omelia. Poco prima il prefetto aveva parlato della tragedia: "Quanto accaduto a Favara, purtroppo, fa tornare alla ribalta le condizioni in cui si trovano molti luoghi della Sicilia, che sta venendo fuori da anni di degrado e di miseria, con la mafia che ha fatto pressioni sulle amministrazioni comunali", ha detto Postiglione.

"Ciao Marianna ti vogliamo bene, non dimenticheremo mai i tuoi grandi occhi azzurri e scusaci se qualche volta non ti abbiamo capita", hanno scritto i compagni di classe di Marianna. La lettera è stata lette da Angela, compagna di classe della bambina che frequentava la terza A della scuola media Vaccaro. Marianna è stata ricordata anche dalle catechiste della chiesa di via del Carmine, frequentata dalla ragazza e dalla famiglia Bellavia.

Carabinieri e uomini della protezione civile hanno chiuso i cancelli della Chiesa, stracolma in ogni ordine di posto, con tanta gente in piedi e decine di bambini, tra cui compagni di classe di Marianna. All'esterno, nella piazza di fronte la Chiesa, centinaia di persone assistono alla celebrazione funebre ascoltando le parole dell'Arciprete da alcuni altoparlanti. Al centro della piazza ci sono due auto funebri dove a conclusione delle esequie saranno trasferite le bare delle due sorelline. Durante l'omelia alcune persone si sono sentite male e sono intervenuti i volontari della protezione civile.

Un lunghissimo applauso ha salutato l'uscita dalla chiesa delle bare bianche di Marianna e Chiara Pia. La prima bara portata in spalla da uomini della protezione civile e dei vigili del fuoco è stata quella della piccola Chiara, preceduta da una ghirlanda di fiori bianchi inviata dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Anche la bara di Marianna era sorretta dai pompieri, sopra decine di fiori bianchi e un foglio di cartone rosa con disegni e messaggi scritti dai compagni di scuola. Qualcuno ha fatto volare, fuori dalla chiesa, decine di palloncini bianchi tra le lacrime e il dolore delle migliaia di persone che dentro e fuori la chiesa hanno assistito ai funerali.

Il padre e la madre di Marianna e Chiara Pia, hanno seguito le bare entrambi sorretti dagli uomini della protezione civile che non li hanno mai lasciati da soli. Giuseppe Bellavia e Giuseppina Bello hanno ancora i segni sul volto delle ferite riportate nel crollo della palazzina di tre piani. Come in processione, dietro le due bare bianche hanno sfilato i parenti delle due vittime. I feretri sono stati sistemati su due auto grigie, con sopra due grandi corone di fiori, tra due ali di folla, e sotto una pioggia battente, che ha salutato, tra lacrime e tanta commozione le due sorelline.

L'assegnazione della casa popolare. "Avevo affermato che avrei accertato la situazione della famiglia Bellavia - ha detto il sindaco prima della funzione funebre - ho acquisito tutti gli elementi e oggi è un dato certo: la famiglia Bellavia ha presentato una sola domanda (per avere una casa popolare ndr) e non 10, come è stato scritto dai giornali. Purtroppo la domanda nel 2004 non è stata ammessa perché mancava la documentazione da allegare. Gli è stata chiesta con notifica del messo comunale ma il signor Bellavia non l'ha mai prodotta. Quindi è stato escluso assieme ad altre 64 famiglie".

Il sindaco ha chiarito che furono redatti due elenchi, il primo con 394 famiglie le cui domande sono state ammesse e il secondo elenco con 65 esclusi tra cui la famiglia Bellavia. "La rogatoria definitiva è stata formata sulla base degli ammessi - ha proseguito il sindaco - stiamo provvedendo alla assegnazione formale degli alloggi, ma sono distrutti. Per questo motivo questa tragedia non era evitabile", ha detto 56 parlando degli alloggi popolari ultimati negli anni scorsi ma non ancora assegnati e intanto distrutti e vandalizzati. "Non spetta a me indicare la responsabilità di nessuno, da pubblico amministratore devo dare conto del mio operato ed è quello che sto facendo. Se qualcuno deve pagare, è giusto che paghi", ha aggiunto Domenico Russello annunciando che "la gara per la ristrutturazione degli alloggi già assegnati si farà".

"In un anno - ha spiegato - gli alloggi verranno assegnati, io sono a posto con la coscienza. Io per primo, durante la campagna elettorale, gridai allo scandalo per le case popolari distrutte. Mi sono impegnato e l'ho fatto in tempi non sospetti. Non è al mio indirizzo che va puntato l'indice, perché di una lunga catena di malagiustizia e di malaffare vengo alla fine".

L'edificio crollato. "C'è un accertamento del Genio civile che risale agli anni passati, a cavallo tra il '99 e il 2000, che ha certificato la sicurezza dello stabile crollato sabato mattina", ha aggiunto Russello. "In questi giorni - ha poi spiegato - abbiamo visto la fotografia della palazzina prima del crollo e risulta che c'è un'aggiunta posticcia di una sopraelevazione, probabilmente abusiva, con copertura in cemento armato, con vasche di acqua che hanno avuto un effetto schiacciamento". Poi, il sindaco ha ribadito che "non si tratta di un edificio pubblico ma di un edificio privato". Russello ha ribadito, inoltre, che "non c'era un'ordinanza di sgombero della palazzina e per quel che mi risulta non c'era stata neppure negli anni precedenti; proprio questo mi fa arrabbiare, perché vengo additato come l'unico responsabile mentre io non ho alcuna colpa".

Incendio in una casa vicina. In una palazzina di due piani diroccata e disabitata, in via Palma Oliva a poche centinaia di metri da via Del Carmine, a Favara, dove sabato mattina è crollato lo stabile che ha ucciso Marianna e Chiara Pia Bellavia, è scoppiato, nella notte, un incendio. Le fiamme, che hanno avuto origine da una candela lasciata accesa, si sono propagate perché nello stabile vi erano diversi cumuli di rifiuti. L'incendio è stato spento dai pompieri di Agrigento. Sul posto anche i carabinieri e gli uomini della Protezione civile che hanno trovato una bottiglietta di metadone. Secondo i militari, l'ennesima casa disabitata e pericolante situata nel degradato centro storico di Favara è stata utilizzata come riparo da un tossicodipendente per drogarsi.

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