martedì 1 dicembre 2009

Mafia, 83 arresti e 220 milioni sequestrati convolti direttori di banca e professionisti

Dal Quotidiano La Repubblica
del 1 dicembre 2009

di Roberto Leone
(Giornalista)


BARI - Un tesoro da 220 milioni di euro. Società che riciclavano capitali sporchi, e poi tanti nomi di insospettabili: avvocati, bancari, amministratori pubblici. Quasi cento persone coinvolte nella piovra fotografata nell'ordinanza dei giudici baresi, notificata oggi anche a vecchie conoscenze della criminalità pugliese come il boss di Japigia Savinucci Parisi e il suo rivale di sempre Antonio Dicosola. Un'operazione storica dicono in procura, tanto che per illustrarne i risultati, a fianco del procuratore capo di Bari Antonio Laudati, è arrivato anche Piero Grasso, capo della Direzione nazionale antimafia.

Emerge - affermano i magistrati - il vero volto della mafia pugliese. Per la prima volta - viene fatto rilevare - l'indagine "fotografa" il coinvolgimento di persone della Bari bene in indagini sulla criminalità organizzata. A sostegno di questa ipotesi accusatoria vi sarebbero non solo intercettazioni telefoniche e ambientali, ma anche filmati video ritenuti dagli inquirenti particolarmente significati.

Una dei capitoli più importanti è quello del riciclaggio, attraverso società che facevano da paravento. Come la 'Paradisebet limited' di Londra che - secondo l'accusa - dal febbraio 2001 ad oggi ha fatturato milioni di sterline raccogliendo scommesse (come pubblicizzato dalla stessa società nel sito web) in molti Stati, tra cui Cina, Australia, Stati Uniti, fino ai Paesi dell'Europa dell'Est e in Italia. Nel nostro Paese - secondo la procura antimafia - la società, costituita da affiliati al clan Parisi, raccoglie da anni scommesse su primari eventi sportivi, primi tra tutti calcio, tennis, Formula uno, motomondiale, sci alpino, basket, rugby e football americano. La Paradisebet era già stata al centro di indagini della Dda di Bari conclusesi nel novembre 2007 con una imputazione nei confronti di nove indagati accusati di aver costituito e preso parte a un'associazione per delinquere finalizzata all'esercizio delle scommesse clandestine in Italia.

In totale i destinatari dei provvedimenti restrittivi sono 83 persone (53 sono state poste in carcere, 30 ai domiciliari): tra questi figura anche il capoclan barese 'Savinucciò Parisi, assieme a suoi luogotenenti e gregari, e il boss Antonio Di Cosola, egemone dell'omonimo clan contrapposto agli Strisciuglio.

Parisi, tornato il libertà da qualche tempo dopo aver scontato in carcere una pena definitiva, è ritenuto da anni dagli inquirenti il capo carismatico di una frangia della mafia barese attiva soprattutto nel rione Japigia di Bari che nei primi anni Novanta era il market della droga.

Nell'indagine del nucleo di pt della Guardia di finanza di Bari sono coinvolti anche amministratori d alcuni Comuni del barese e professionisti. I primi sono indiziati di aver rilasciato autorizzazioni amministrative per favorire l'attività imprenditoriale apparentemente lecita del clan Parisi, gli altri di aver offerto la propria consulenza per favorire gli affari illeciti del boss.

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